Usi Interni

Nodi vivi e morti:
Anche nei listelli rimangono le tracce dei rami che si dipartono dal tronco dell’albero. Queste tracce, o punti di partenza sono chiamati nodi. Bisogna però distinguer tra nodi vivi e nodi morti. Il nodo vivo è quello derivante da un ramo ancora vegeto al momento del taglio dell’albero. A parte la sua maggior durezza, il suo colore è uguale a quello del resto del legno e, stagionando, si contrae insieme a tutto il resto. Il nodo morto invece appartiene ad un ramo secco o precedentemente tagliato. Il suo colore è molto più scuro del legno circostante e di solito si muove all’interno della esde che ha formato nel legno circostante. Non ci sono quindi dubbi che i listelli con i nodi morti vanno scartati, mentre qulli con i nodi vivi possono essere accettati. Lo stesso ragionamento vale per le tavole o i travetti. Nei legni di qualità invece, i nodi o non sono presenti oppure sono perfettamente uniti alla fibra.

Diversi sistemi:
Il listello e la tavola debbono anche essere mirati per controllare che non ci siano ondulazioni o svergola ture. La mira la si prende come se il listello fosse un fucile e si punta davanti al nostro occhio, facendolo apparire, invece che lungo 4 metri, come se fosse lungo circa mezzo metro. Così facendo,l’effetto di compensazione prospettica ci fa risaltare le ondulazioni delle superfici o la curvatura del materiale. In ogni caso è sempre buona norma acquistare legname perfetto e privo di deformazioni in modo da poter eseguire qualsiasi tipo di lavorazione. Risparmiare sull’acquisto del legno è accettabile solo se si ha intenzione di costruire strutture scarsamente precise.

Geniali perline:
Nessuno conosce con precisione il nome dell’inventore delle perline, eppure questo genio meriterebbe davvero una statua o comunque un ricordo su tutte le piazze per essere riuscito a creare il più flessibile, economico e caldo tipo di rivestimento che si adatta a tutti i tipi di ambiente, raffinato o rustico, che può servire a costruire ante o mobili, con i cui elementi si può giocare all’infinito, scegliendo di disporli in orizzontale, in verticale, in obliquo, creando combinazioni di disegno ed orientamento a proprio piacimento. Il montaggio, da fare contro un telaio di listelli è in grado di sopportare anche delle imprecisioni che sono compensate dal gioco degli incastri a dente e canale e che permette di allargarsi quanto basta a riportare in linea un rivestimento partito male. Le perline servono alla grande anche per piccole costruzioni e per rivestire mobiletti rustici realizzati con intelaiature in listelli. Le perline da rivestimento possiedono il retro liscio il quale, a montaggio ultimato, si presenta come una superficie unica. La parte a vista invece presenta in corrispondenza di ogni giunzione, un canale più o meno largo e può presentarsi con fresature parallele ai lati lunghi che dividono otticamente in due o tre la superficie della perlina. Le perline più comune possiedono una sezione standard utile di 10×100 mm con lunghezze che variano da 1 a 4,5 mt.

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